Proseguono le code per il ritiro dei permessi di soggiorno a Torino. Lunghe attese per le persone migranti al commissariato di Via Botticelli, luogo scelto per superare l’intollerabile situazione che per anni si è manifestata in corso Verona.
Questa mattina, di fronte allo sportello immigrazione, che ha il compito di consegnare i permessi di soggiorno, si sono ritrovate più di 200 persone. Tutte con un appuntamento, provenienti dalla provincia di Torino. Ed è proprio questo l’elemento che crea maggiore disagio: via Botticelli è l’unico ufficio, in tutta la provincia di Torino, che consegna i documenti utili al regolare soggiorno in Italia.
Essendo il torinese un territorio vasto, le persone residenti da paesi periferici o mal collegati sono costrette a partire all’alba - se non la sera prima dell’appuntamento (trovando verosimilmente luoghi di fortuna in cui passare la notte) - con la speranza di ottenere in giornata i documenti.
Un meccanismo, quello della centralizzazione nella consegna dei documenti, che da tempo contestiamo. Per abbattere le lunghe attese ed agevolare l’ottenimento dei documenti - che ricordiamo essere un diritto – è necessario decentrare in diversi punti della provincia di Torino gli uffici preposti a questo compito. E serve incrementare il numero di personale addetto alle pratiche dell’ufficio immigrazione, in un territorio in cui la presenza di migranti è ormai consolidata.
Un progetto che la Questura di Torino promette di attuare da tempo, ma che non si è ancora verificato.
Inoltre, sono anni che si sente parlare della volontà di spostare gli uffici immigrazione negli spazi del Santo Volto: a che punto è questo progetto, già previsto in dirittura di arrivo per lo scorso anno?
Serve un piano per agevolare l’ottenimento dei documenti da parte delle persone straniere che ne abbiano il diritto. Così si costruisce uno spazio pubblico inclusivo e sicuro, per tutte e per tutti.