Chiuso il consultorio di via Bellono: scelta incomprensibile presa sulla pelle della cittadinanza

Apprendiamo a mezzo stampa della chiusura del consultorio familiare e pediatrico di via Bellono a Torino, decisione assunta - ancora una volta - senza nessun confronto con le parti sociali.

 “Esiste un protocollo per il monitoraggio dei lavori di avanzamento delle Case di Comunità e delle prestazioni sanitarie in esse contenute, ma puntualmente veniamo a conoscenza delle scelte che l’ASL assume solo a cose fatte e mai attraverso una comunicazione ufficiale, esattamente come accaduto con via le Chiuse, via del Ridotto e ora con il consultorio di via Bellono. Un atteggiamento che riteniamo inaccettabile” commentano Elena Palumbo della Segreteria della CGIL Torino e Lucia Centillo Segreteria SPI CGIL

 “L’Asl ha parlato dello spostamento dei servizi nella Casa di Comunità di via Farinelli e in quella via Monginevro, ma questa possibilità non ci convince affatto. In entrambe le strutture il consultorio familiare e pediatrico è un servizio già presente. Dove viene spostato il consultorio di via Bellono, quindi?

Più volte ai tavoli abbiamo ribadito quanto i fondi del PNRR rappresentino un’occasione unica per creare una rete di medicina sul territorio che sia capillare e vicina alle cittadine e cittadini e non certo una scusa per chiudere ingiustificatamente presìdi essenziali” dichiarano Palumbo e Centillo.

 

“Queste chiusure, travestite da spostamenti, rappresentano chiaramente il piano che si sta attuando: – sottolineano le segretarie CGIL e Spi - accentrare nelle Case di Comunità Hub tutti le prestazioni una volta disseminate per il territorio. Scelta che non può rappresentare una risposta efficace, perché sguarnisce interi quartieri, periferie e fette consistenti della popolazione di servizi essenziali. Per garantire la capillarità dei servizi sanitari occorre ragionare sull’attivazione di Case Spoke”.

Elena Palumbo e Lucia Centillo concludono sottolineando quanto sia incomprensibile la chiusura della struttura di via Bellono considerando che: “ a Torino non viene rispettato il parametro di 1 consultorio ogni 20.000 abitanti, fissato dalla legge n. 34/199, e lo stanziamento delle risorse pesa meno dell’1% sulle spese del distretto”