Cordoglio e rabbia per il rider deceduto a Cavoretto: il profitto senza scrupoli delle multinazionali del food delivery deve essere fermato

Oggi la comunità dei rider piange un’altra vittima. Un lavoratore morto mentre stava effettuando una consegna, nella zona collinare di Torino. Il corpo di Adnan El Sayed, fattorino di 32 anni, è stato trovato senza vita ieri sera a Cavoretto da un passante.

 

Attendiamo con fiducia che le indagini delle autorità accertino la dinamica dell’incidente che ha causato la morte di un giovane rider, ma non possiamo stare in silenzio, perché quanto accaduto non può essere etichettato come una tragica fatalità.

Perché è il sistema stesso del food delivery, così come concepito dalle multinazionali che gestiscono il settore, ad esporre lavoratrici e lavoratori ai rischi.

 

Da una parte, l’algoritmo che premia i fattorini con prestazioni di alto livello e penalizza chi non accetta consegne troppo lontane, dall’altra le strade percorse continuano ad essere insicure.

Inoltre, denunciamo da tempo la necessità che le piattaforme controllino l’idoneità dei mezzi utilizzati dai rider, assumendosi così la responsabilità della protezione dei propri lavoratori.

I rider, anche nella nostra città, vivono nell’invisibilità, costretti a orari massacranti per paghe da fame - dichiarano Danilo Bonucci, Segretario Generale del NIdil Torino e Federico Bellono, Segretario Generale della CGIL Torino che sottolineano la necessità di – aprire una vertenza per garantire condizioni di lavoro dignitose e protocolli di sicurezza reali, perché non è accettabile esporre queste persone al pericolo nell’indifferenza totale delle piattaforme e del Governo. Il profitto senza scrupoli delle multinazionali del food delivery deve essere fermato”

 

 

TORINO, 20 APRILE 2026