Dina libera: lettera al Ministro degli Esteri

Egregio Signor Ministro,

Leonarda Alberizia, conosciuta da tutti come Dina, è da giorni detenuta nelle carceri libiche da innocente.

Educatrice del Comune di Torino fino alla pensione, per lungo tempo iscritta alla Funzione Pubblica CGIL, è tra le attiviste della missione umanitaria Global Sumud Land Convoy che ha tentato di portare, via terra, aiuto alla popolazione di Gaza.

Persona e attivista importante, con la quale la CGIL Torino ha, da subito, costruito continua e ampia collaborazione per il sostegno all’impegno della Global Sumund Flottilla.


Dina, insieme a un piccolo gruppo di persone – tra cui il cittadino italiano Domenico Centrone - si è fatta portavoce della richiesta di passaggio su territorio libico.

Nonostante abbiano mostrato alle autorità i documenti, sono stati incarcerati.

10 persone, rinchiuse nelle carceri libiche senza motivo.

Chiediamo la liberazione di Dina, donna di pace, attivista non-violenta che ha provato a portare della speranza, attraverso la consegna di aiuti umanitari, a una popolazione – quella di Gaza – che sta vivendo in condizioni disperate, disumane, a causa della politica colonialista del Governo di Israele.

Dina Alberizia è una cittadina italiana, è una donna anziana, non ha commesso alcun reato, ma sta vivendo in una cella da giorni, senza che si conoscano nel dettaglio le accuse a lei mosse e le condizioni della carcerazione.

Le chiediamo, Signor Ministro, di intervenire per ottenere l’immediata liberazione di Dina Alberizia, di Domenico Centrone e di tutti gli altri attivisti detenuti.

Uomini e donne di pace, “colpevoli” di aver provato ad aprire gli occhi alla comunità internazionale sulle angherie vissute dal popolo di Gaza, che meritano di ritornare ai propri affetti. Ora.