Ennesima morte sul lavoro nell’edilizia: simbolo di un sistema dove prevale il risparmio, non la sicurezza

Ennesimo infortunio mortale nel mondo dell’edilizia nella provincia di Torino, dopo quello dell’operaio Andy Mwachoco, morto nel cantiere di Torino Esposizioni. Pur non conoscendo ancora la dinamica dell’incidente avvenuto questa mattina, 28 novembre, a Caselette, riscontriamo che nell’edilizia si concentra un alto fattore di rischio a cui non sempre corrispondono misure di prevenzione altrettanto adeguate.

La morte di un operaio edile di sessant’anni, precipitato da nove metri, non è un fatto inevitabile né accettabile. È il segno che nel sistema degli appalti, nella gestione dei cantieri e nella vigilanza continua a prevalere la logica dell’urgenza e del risparmio, mentre la sicurezza resta ancora trattata come un costo.

Come CGIL Torino chiediamo un rafforzamento reale della prevenzione: una maggiore cultura della sicurezza, più ispezioni, più personale SPRESAL, formazione autentica, responsabilità chiare lungo tutta la filiera degli appalti. Ed oggi, più che mai, l’istituzione di una Procura Nazionale sugli infortuni sul lavoro.

Ogni morte sul lavoro è una sconfitta, ma soprattutto è un’ingiustizia. E le ingiustizie non basta contarle: vanno combattute.