GTT deve rimanere pubblica, perché pubblico deve essere il servizio

La scelta dell'Agenzia per la mobilità piemontese, dunque dell'Assessorato regionale ai trasporti, di affidare a Gtt il traporto pubblico locale nell'area urbana e immediatamente limitrofa ai confini del Comune di Torino (suburbano), ma di affidare l'extraurbano ad imprese private, tramite apposita gara, non è stata sin da subito condivisa dalla Filt Cgil e dalla CGIL di Torino.

La categoria dei lavoratori dei trasporti, nell’ambito della mobilitazione “IL TRASPORTO CHE CI SALVA” , ha deciso di avviare un percorso di mobilitazione e di contrasto, in base alle norme che regolano le possibilità di sciopero nel servizio pubblico. La dichiarazione dello stato di agitazione ha determinato diversi incontri con la proprietà (il Comune di Torino) e con la direzione di GTT. A conclusione di questo percorso è stato definito un accordo che si propone di tutelare le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti e di congelare l'eventuale aumento dei biglietti del trasporto. L'accordo, infatti, prevede che:

Clausola Sociale di "Libera Scelta" per il Personale

A tutela del perimetro occupazionale, alle lavoratrici e ai lavoratori del settore extraurbano viene riconosciuto il diritto soggettivo di scelta in caso di perdita dell'appalto di restare nel Gruppo GTT, con l'obbligo dell'azienda di ricollocare tale personale sui servizi urbani, metropolitani o altre mansioni interne, con pieno mantenimento dell'anzianità e dei diritti acquisiti. La possibilità di transitare all'azienda che si aggiudica l'appalto nell'extraurbano è su base volontaria per i dipendenti diretti. Tale clausola deve essere vincolante per l'azienda al fine di scongiurare espulsioni forzate dal perimetro pubblico.

Stabilità Tariffaria e Finanziamento del Servizio

IBM Comune di Torino e il Gruppo GTT assumono l'impegno a non utilizzare la leva tariffaria (aumento di biglietti e abbonamenti) per compensare eventuali criticità economiche dell’affidamento in house e della riduzione del perimetro di pertinenza operativa, derivante dall'esclusione dal TPL extraurbano. Il Comune si impegna formalmente a reperire le risorse necessarie attraverso fondi statali e regionali, garantendo la sostenibilità del TPL per l'utenza e la salvaguardia dei livelli salariali e occupazionali. A partire da quanto concordato, la FILT CGIL di Torino e la CGIL di Torino considerano questo accordo un elemento di avanzamento e di garanzia rispetto alle scelte avviate dalla giunta regionale e dalla Agenzia per la mobilità piemontese. Il trasporto pubblico locale, soprattutto il valore di un'azienda e le lavoratrici ed i lavoratori che operano in GTT non possono essere il terreno di manovra per operazioni pre-elettorali.

La Filt Cgil e la Cgil di Torino ribadiscono che il TPL deve restare un servizio essenziale a controllo pubblico. Gli impegni sottoscritti rafforzano i lavoratori e i cittadini, sarà nostro compito verificare la corretta applicazione dell'accordo. Rimane aperto un contenzioso con l'assessorato ai trasporti della Regione Piemonte. La privatizzazione del trasporto pubblico è una prospettiva che impoverisce il territorio, indebolisce i lavoratori e riversa sui cittadini il conseguimento di profitti che non sono redistribuiti alla collettività in termini di sostegno alla mobilità. GTT deve rimanere pubblica, perché pubblico deve essere il servizio. Questo è l'impegno del sindacato e dei lavoratori.