La Giunta regionale ad opera del suo assessore alle politiche abitative intende promuovere un disegno di legge regionale (n. 107). La proposta consentirebbe di assegnare la gestione degli immobili di proprietà dell'ATC e comunale non assegnabili per evidenti criticità di manutentive e quindi al momento inutilizzabili, a soggetti terzi profit e no profit.
Il disegno di legge non specifica, dunque non esclude, la possibilità, che tali alloggi di proprietà dell'ATC o comunale siano affidati a soggetti con fini di lucro. A questo si aggiunge la mancata specificazione di cosa si intenda per “canoni sostenibili”.
Sono aspetti che riteniamo dannosi per una politica abitativa che risponda alle esigenze delle persone che ogni anno fanno domanda di casa popolare, in quanto attraverso tali affermazioni si stabilirebbe un principio di privatizzazione con la gestione degli immobili assegnabili (quindi agibili) a soggetti esterni che andrebbero a sostituire il ruolo dell'edilizia residenziale pubblica. Tutto questo in un contesto dove il tema della casa sta assumendo le caratteristiche di una emergenza sociale in cui migliaia di lavoratrici e lavoratori faticano a trovare una casa in affitto a costi sostenibili e delle 17000 domande di casa popolare a Torino, l'ATC riesce annualmente a soddisfare poco più di 500 richieste.
Infine, è prevista la possibilità di assegnare gli alloggi popolari ai ministeri per i corrispettivi trasfertisti, in cambio della ristrutturazione degli immobili con problemi di manutenzione.
Alleanza per la casa promosso da CGIL, CISL, UIL Torino insieme a SUNIA, SICET, UNIAT, CICSENE e Pastorale Sociale e del Lavoro di Torino ritiene che il Disegno di Legge regionale n.107 rappresenti un primo passo in una direzione dannosa per quanti hanno necessità di risolvere il problema della casa e dell'abitare.
Le istituzioni hanno l'obbligo - per questo esiste l'edilizia residenziale pubblica, dunque l'ATC – non di favorire l'eventuale speculazione privata sulla possibilità di gestire immobili di proprietà pubblica, ma di rispondere a bisogni sociali. Si devono definire regole chiare e trasparenti per la gestione del patrimonio e va evitato di rimettersi alla discrezionalità dei soggetti coinvolti.
Alleanza per la casa sostenuto la necessità di “Una nuova stagione di programmazione degli interventi abitativi” e quindi consideriamo con mota attenzione tutte le nuove iniziative che possono garantire un accesso alla casa non solo per quanti sono in lista d’attesa delle case popolari ma anche a soggetti definibili fascia grigia o a quelli che hanno avuto o avranno uno sfratto incolpevole.
In occasione della recente sottoscrizione dell’accordo tra Allenza per la Casa e il Comune di Torino “Un passo avanti nella crisi dell’offerta abitativa nel nostro territorio” abbiamo sottolineato la “necessità di rilanciare l’edilizia popolare, a partire dal recupero di una visione strategica dell’edilizia pubblica per rendere esigibile il diritto alla casa”.
La proposta di legge regionale 107 rappresenta un arretramento rispetto al rilancio dell'edilizia popolare e degli strumenti che estendono, non restringono, l'accesso alla casa garantito a chi ha meno risorse e più necessità.
Alleanza per la Casa