Licenziato dopo 10 anni di servizio nell’appalto pubblico ASL Città di Torino

Dopo 10 anni di servizio, viene sottoposto a un periodo di prova e poi licenziato. Accade nel dedalo intricato dei meccanismi che regolano gli appalti pubblici, dove la clausola sociale non sempre garantisce lavoratrici e lavoratori.

Perché anche nella pubblica amministrazione, la lunga lista di appalti e subappalti, presenti in quantità nel settore della sanità, crea condizioni di precariato, sotto salario e sfruttamento.

NIdil CGIL di Torino denuncia quanto avvenuto presso l’Asl Città di Torino, nell’ambito dell’appalto della gestione dei servizi informatici, assegnato alla RTI R1 S.p.A.(capogruppo), GIUSTACCHINI TECH S.r.l. (mandante), Netgroup S.p.A. (mandante), che somministra il personale attualmente in forza attraverso L’Agenzia per il lavoro EMEA.

Al cambio appalto, un lavoratore impiegato da molti anni come assistente tecnico informatico è stato sottoposto a un periodo di prova. Un “esame” che il lavoratore, secondo l’agenzia di somministrazione, non ha superato e quindi è stato lasciato a casa.

“ È gravissimo, oltre che inaccettabile, il trattamento riservato al lavoratore che, impiegato per oltre 10 anni sempre nello stesso settore e con le stesse mansioni - obbligato a passare da un’azienda all’altra ogni cambio di appalto - oggi si veda interrompere il proprio contratto di lavoro perché, secondo l’agenzia di somministrazione, non avrebbe superato il periodo di prova. Una decisione, quella presa dall’Agenzia, che cancella le tutele previste dalla clausola di salvaguardia, aggravando le condizioni di precariato a cui sono sottoposti i somministrati in appalto. Ma a rendere questa situazione ancor più paradossale, se è possibile, è il fatto che il lavoratore non ha diritto alla NASPI. Diritto cancellato perché, per poter continuare a lavorare all’Asl sotto un altro “padrone”, si è dovuto licenziare dalla vecchia azienda e per la recente norma introdotta dal Governo, non ha maturato i requisiti di anzianità lavorativa presso il nuovo datore di lavoro.

Chiediamo all’Agenzia di somministrazione e all’Asl di intervenire con urgenza di reintegrare il lavoratore restituendogli la sua mansione, il suo stipendio” dichiara Luigi ROMEO Funzionario del NIdiL Cgil di Torino.