Ufficio Immigrazione al Santo Volto: una sede più dignitosa, ma restano i problemi d'accesso

Dopo anni di attesa, l’inaugurazione oggi dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino nel complesso del Santo Volto rappresenta un cambio di passo nel rapporto con le persone migranti e la qualità dell’accoglienza che la CGIL Torino chiede da tempo.

Tuttavia permangono le criticità di fondo di un sistema, quello dell’erogazione dei permessi di soggiorno, che non è ancora a regime.

Gli Uffici del Santo Volto sono aperti dal 31 agosto e accolgono i servizi già erogati nella sede di via Ruffini ma non ancora quelli di Via Botticelli, in cui ancora registriamo quotidianamente le code e le lunghe attese, e quelli di via Dorè, che, apprendiamo oggi, saranno presto trasferiti.

 

L’individuazione di questo spazio è l’esito finale di un lungo percorso, iniziato con la denuncia pubblica portata avanti negli anni dalla CGIL di Torino per evidenziare le condizioni inumane ed intollerabili che le persone migranti hanno vissuto di fronte allo sportello di Corso Verona, poi chiuso.

Un trasferimento, nella sede messa a disposizione dalla Curia Torinese, che migliora – sulla carta – l’attesa per il rinnovo dei documenti necessari alla permanenza regolare sul nostro territorio di uomini, donne, bambini migranti. Le persone, infatti, non dovranno più aspettare ai margini di strade trafficate - con qualsiasi condizione climatica - ma avranno a disposizione sale d’aspetto al chiuso.

Ma la sede del Santo Volto non è la risposta a tutti i mali, perché molte e complesse sono le problematiche che ruotano attorno all’ottenimento dei permessi di soggiorno.

Da una settimana il nostro Ufficio Migranti registra l’impossibilità di accedere al Portale Prenotafacile per le pratiche di permessi e anche oggi, proprio il giorno dell’inaugurazione, alcuni richiedenti hanno raccontato di essere stati mandati via senza che potessero effettuare le pratiche per un blocco del sistema che perdura da giorni.

Dalla fine di ottobre poi i patronati dovranno farsi carico anche delle richieste di asilo. Chiediamo un sistema più funzionale e funzionante e una seria riforma del sistema di prenotazioni e organizzazione degli appuntamenti, risposte strutturali alla carenza di personale, efficienza del portale digitale per conoscere l’iter della domanda presentata. Questo può davvero ridurre i tempi di attesa e garantire a migliaia di persone presenti nel nostro territorio di vivere e lavorare nella legalità, potersi curare, studiare.

 

Un diritto da garantire, non un favore, per evitare che queste persone rimangano intrappolate, perché senza documenti, nelle dinamiche di sfruttamento sul lavoro e nella casa.